MAFALDA DI SAVOIA
Il coraggio di una principessa
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24 agosto 1944. Mafalda Di Savoia, internata nel lager di Buchenwald, viene ferita seriamente durante un bombardamento alleato. Ricoverata nel bordello del campo, in condizioni gravissime, inizia a ricordare episodi del suo passato…
…siamo in una sala da ballo. Tra i convitati distinguiamo la protagonista. Con estrema eleganza regale, sta dedicando le proprie attenzioni verso Filippo d’Assia Kassel, che la contraccambia con stile e galanteria di ruolo. Il padre di Mafalda, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, si dimostra contrario: il principe è luterano e ben lontano dalle canoniche strategie matrimoniali utili alla casata. La situazione politica non consente sbavature di alcun tipo: il Fascismo ha appena manifestato la sua vera natura con l’omicidio di Giacomo Matteotti, deputato socialista che in un discorso alla Camera dei Deputati aveva denunciato Benito Mussolini di evidenti brogli elettorali.
Mafalda trova nella sorella Giovanna un’abile alleata che riesce a farli incontrare di nuovo. Filippo si dimostra favorevole a qualsiasi possibilità, anche a non frequentarla più se quella relazione dovesse crearle problemi con la famiglia e con il suo ruolo. Ma Mafalda riesce a scardinare le motivazioni del padre e in breve tempo risolve la questione nel migliore dei modi: con un matrimonio felice tra due innamorati pieni di vita e di ardore. È il 23 settembre del 1925.
Poco più di un anno dopo, nasce il primogenito Maurizio, cui nel tempo seguiranno Enrico, Ottone ed Elisabetta. L’unione tra Filippo e Mafalda segue il corso della Storia. L’uomo è sempre più impegnato a Berlino: crede in Hitler e in una Germania forte, lontana dalla miseria che l’aveva distrutta dopo la Grande Guerra.
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