IL GIUDICE MASTRANGELO
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Il giudice Diego Mastrangelo è tornato nella sua città natale dopo molti anni. Se n’era andato subito dopo il liceo e non aveva mai più voluto rimetterci piede. Dopo una veloce e brillante carriera a Milano, è stato promosso Procuratore Aggiunto ed è stato trasferito proprio a Lecce, dove c’è un posto vacante. Per Diego ritornare a casa significa molte cose: gustare nuovamente i colori e i sapori forti e decisi del Sud, ritrovare la sorella, la casa dove è nato e cresciuto, i vecchi amici, le antiche fiamme. Ma significa anche fare i conti con il proprio passato.
Infatti, all’inizio il giudice Mastrangelo è tutt’altro che entusiasta di questo ritorno alle origini: per un po’ di tempo cercherà di ottenere un ulteriore trasferimento a Londra. Nonostante sia nato e cresciuto nel Sud, Diego è molto più “razzista” di alcuni suoi colleghi del Nord: giunge a Lecce pieno di pregiudizi sulla burocrazia, sull’applicazione della Legge. Sul lavoro comincia a lamentarsi, a maltrattare tutte le persone con cui ha a che fare – e coltiva fin da subito una profonda antipatia per il Procuratore Capo De Cesare, che per lui rappresenta una sintesi di tutte le caratteristiche meridionali che più detesta.
Piano piano, però, il suo atteggiamento comincia a cambiare: sul lavoro si accorge anche dei pregi delle persone che lavorano con lui; in particolare si crea un forte legame con una giovane e bella commissaria di polizia giudiziaria, Federica. Grazie ai casi che viene chiamato a risolvere, Diego impara a conoscere meglio i suoi conterranei, e capisce che alcuni dei suoi pregiudizi erano sbagliati.
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